AGUJEROS NEGROS: NUEVOS DESCUBRIMIENTOS
Un'esperimento ha utilizzato la Terra come filtro Radiazione cosmica da milioni di buchi neri Grandi miliardi di volte il Sole e distribuiti in modo uniforme nell'universo, sono la fonte della radiazione di alta energia
- La radiazione cosmica di alta energia che permea il cosmo e che nessuno finora era riuscito a spiegare, è provocata da decine di milioni di buchi neri giganteschi, grandi miliardi di volte il Sole, e distribuiti in modo uniforme nell'universo.
La scoperta è stata realizzata da un gruppo
Lo spazio osservato nei raggi gamma da Integral durante i suoi primi quattro anni di attività (da Esa)
internazionale di astrofisici guidati da Eugene Churazov e Rashid Sunyaev dell'Istituto di ricerche spaziali di Mosca, fra i quali ricercatori dell'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), con un esperimento molto complesso effettuato con il satellite europeo per l'astronomia a raggi X e gamma Integral e la Terra.
Il satellite dell'Agenzia spaziale europea (Esa) ha infatti utilizzato la Terra come filtro per studiare la radiazione diffusa di alta energia proveniente dallo spazio ed eliminare i disturbi causati dalle radiazioni prodotte dagli oggetti presenti nella galassia o dallo stesso Sole.
Si sono ottenuti in questo modo segnali «puliti» che hanno confermato che la maggior parte della radiazione cosmica di alta energia viene prodotta da milioni di buchi neri di grande massa.
BUCHI NERI -
I buchi neri sarebbero così distribuiti in modo abbastanza uniforme nell'universo. A causa della loro massa elevatissima, sono dotati di una straordinaria forza gravitazionale che risucchia e accelera la materia circostante, liberando energia sotto forma di raggi X e gamma che si propagano nello spazio formando la radiazione cosmica già da anni rilevata dai satelliti per l'astronomia delle alte energie, ma che finora nessuno di essi era mai riuscito a spiegare.
MANOVRE DIFFICILI -
Si è trattato, spiegano all'Esa, di un esperimento inedito e non facile perché il satellite ha dovuto compiere manovre complicate e delicate. «È stata una decisione molto sofferta poiché era necessario utilizzare il satellite in condizioni non standard, con il rischio di poter danneggiare i suoi sensori in modo grave», ha osservato Pietro Ubertini (Inaf), responsabile di Ibis, uno degli strumenti del satellite.
Tra gennaio e febbraio scorsi sono state eseguite dal centro di controllo dell'Esa in Germania complesse operazioni sulla traiettoria che hanno orientato Integral verso un punto fisso nello spazio, in attesa che la Terra passasse attraverso il campo operativo degli strumenti di bordo del satellite.
CORRIERE DELLA SERA
08 settembre 2006
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